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Si parte da Zero! A Trento un workshop per aspiranti registi

di Leonardo Loraschi

Tutti possono girare un film nel 2019: basta avere un cellulare, un’idea chiara in testa e qualche piccola regola tecnica. In questo articolo spiegherò le tre regole base che sono state insegnate al workshop SguardoZERO e con cui, potenzialmente, qualsiasi cineamatore può cominciare a girare.

L’obiettivo di SguardoZERO è avviare i ragazzi verso questo tipo di produzioni e fornire loro quei pochi attrezzi del mestiere necessari. L’attività, completamente gratuita, ha previsto numerose lezioni pratiche tra cui quella di Luca Sebastiano Insinga, cofondatore della casa di produzione “Jumpcut” che ha proposto ai neofiti un’esercitazione pratica per imparare a dare continuità visiva al proprio prodotto.

Sono veramente pochi i principi che non si dovrebbero infrangere nel linguaggio visivo. Ogni autore, anche se alle prime armi, seleziona istintivamente una propria grammatica dell’immagine perché di fatto l’unica dote che non si può comprare, a differenza di una telecamera, è la capacità di saper dove piazzare la macchina da presa. La base per ogni scena, come è stato sapientemente spiegato da Luca, è pensare a una linea immaginaria su cui sono collocati nello spazio due o più soggetti. Se la telecamera è piazzata in una delle due parti possibili non dovrà mai superare la linea- in gergo, “scavalcare il campo”. Questa è l’unica indicazione da tenere a mente se si vuole girare un dialogo: se infatti due soggetti sono posti uno di fronte all’altro e la camera prende in primo piano quello che guarda verso la sinistra dello spettatore il controcampo ovvero l’inquadratura dell’altro interlocutore dovrà logicamente vederlo guardare verso destra.

Un’altra regola fondamentale, ha continuato Luca, è di avere una differenza di angolazione di almeno 30 gradi fra un’inquadratura e l’altra. Anche questo principio è abbastanza elementare e tutti se ne accorgono quando non viene rispettato: è il jumpcut, l’impressione che si ha quando sembra che manchi una parte di girato e l’immagine letteralmente salti da un’inquadratura all’altra. Tuttavia, non è proibito; un mostro sacro del cinema come Jean-Luc Godard lo utilizzava di frequente, ma meglio non sbizzarrirsi troppo… soprattutto al primo lavoro. Il terzo ingrediente fondamentale per un neofita è saper comporre un’immagine in modo adeguato. Nulla di trascendentale, non c’è da preoccuparsi: basta tenere conto di una piccola griglia e applicare la regola dei terzi. Il trucco è posizionare il soggetto nei punti di intersezione delle linee e l’immagine risulterà piacevole e bilanciata quasi per magia. Non è facile da spiegare senza un riferimento video ma le esercitazioni pratiche su YouTube sono fin troppe; lascio perciò questo spunto a discrezione del lettore.

Per chi fosse interessato a sperimentare con il linguaggio audiovisivo, il workshop si tiene ogni anno in preparazione al vero e proprio Festival CinemaZERO, che si terrà da giovedì 28 novembre a domenica 1 dicembre presso il teatro Sanbàpolis. Durante la serata saranno proiettati film provenienti da tutto il mondo sotto l’insegna dello “zero budget” insieme ai prodotti che i ragazzi hanno realizzato in occasione di SguardoZERO e che potranno essere votati dal pubblico. Se avete mancato il workshop il consiglio è di partecipare al festival e vedere le soluzioni creative che i vari registi hanno trovato per eludere l’ostacolo del budget. Guardare film resta, come sempre, la migliore scuola.

Redazione

La redazione de l'Universitario è composta perlopiù da studenti dell'Università di Trento

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