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“Don’t worry, it’s just a period”, la battaglia contro la Tampon Tax arriva anche a UniTN

“Don’t worry, it’s just a period” è lo slogan della nuova iniziativa lanciata da UNITiN per sensibilizzare la popolazione studentesca sul problema della tassa sui prodotti igienici femminili. Infatti, mentre sempre più Paesi europei si apprestano a ridurre l’IVA sugli assorbenti, in Italia la cosiddetta Tampon Tax resta fissa al 22%. Basta il confronto con altri prodotti elencati nella lista delle aliquote IVA a farci mettere le mani tra i capelli: l’IVA è al 10% per prodotti come cioccolato e birra, al 4% per i tartufi, mentre gli assorbenti sono soggetti all’aliquota più alta prevista dal sistema italiano- la stessa dei beni di lusso.

Dato che il governo ha rifiutato più volte di revisionare la tassa, associazioni come UNITiN stanno cercando di ‘tamponare’ il problema. Il progetto è quello di collaborare con l’Università di Trento per trovare  una soluzione concreta e garantire un’agevolazione sui prezzi dei prodotti igienici femminili per gli studenti. In attesa di una risposta da parte dell’ateneo, l’associazione studentesca non è rimasta con le mani in mano. Negli ultimi giorni infatti le mura delle sedi dell’ateneo sono state tappezzate da manifesti che spiegano l’iniziativa, articolata in tre semplici step: “1. Prendi un assorbente. 2. Usalo se ne hai bisogno. 3. Lasciane uno quando puoi”. Scattando una foto al QR code presente sui volantini è possibile localizzare il bagno più vicino in cui trovare gli assorbenti. L’idea è poi quella di restituire il favore, lasciando un tampone o un assorbente quando se ne ha la possibilità. “Siamo convinte e convinti che per creare un ambiente davvero inclusivo si debba partire anche da queste piccole cose”, si legge nel post della pagina Facebook di UNITiN.

UNITiN è solo una delle tante organizzazioni che nell’ultimo periodo si sono mosse per opporsi alla decisione del Senato di mantenere invariata la Tampon Tax. Basti pensare ad Onde Rosa, associazione di ragazze tra i 14 e i 30 anni che lottano al ritmo dello slogan “Women speak out!” per garantire l’uguaglianza tra sessi. La sconfitta di maggio a seguito del rifiuto del governo di abbassare l’IVA non è stata abbastanza per far demordere l’associazione, che continua ad organizzare eventi e a manifestare in piazza. È stata la scelta giusta: l’argomento è stato infatti ripreso lunedì da Laura Boldrini, che ha presentato un emendamento in senato per ridurre la Tampon Tax al 10%. Tuttavia, anche questa volta il barlume di speranza si è presto spento: l’ennesimo no della Commissione Finanza, che mercoledì ha bocciato l’emendamento della deputata del PD, ha riportato la situazione al punto di partenza.

Non bisogna però gettare la spugna. Sul panorama internazionale sono state portate a casa numerose vittorie dagli attivisti che si battono per l’uguaglianza di genere. “Period. End Of Sentence”, cortometraggio sulla rivoluzione sessuale e sulla lotta condotta segretamente dalle donne indiane per sconfiggere lo stigma delle mestruazioni, si è aggiudicato l’Oscar per il miglior documentario nel 2018. “Non ci posso credere che un documentario sulle mestruazioni ha appena vinto un Oscar”, ha urlato a squarciagola Rayka Zehtabchi, regista del film adottato da Netflix, agitando la statuetta dell’Academy Award.

Anche nell’ambito legislativo sono stati fatti molti passi avanti negli ultimi anni. La Scozia si è aggiudicata il primato nel 2017, diventando il primo Paese al mondo a distribuire prodotti igienici femminili gratuitamente alle donne appartenenti a una fascia di reddito basso. La più recente vittoria è stata portata a casa invece dalla Germania che la settimana scorsa, anche grazie alla petizione online “Die Periode ist kein Luxus”, ha abolito la tassa sugli assorbenti.  Sembra quindi che l’Italia, ancora una volta, si sia arenata rispetto alle compagne europee. Ma forse abbiamo poco da stupirci in un Paese in cui a settembre ha fatto scalpore lo spot di Nuvenia, che ha abbracciato la causa del #bloodnormal, sostituendo il liquido blu tipico delle pubblicità di assorbenti con uno che rappresentasse più verosimilmente il sangue.

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