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E tu, che tipo di quarantenato sei?

Il nostro team di psicologi ha analizzato gli effetti della quarantena sulla personalità. Ben 345 persone si sono sottoposte all’indagine mentre 18 suore di clausura del Monastero di Mascherina hanno accettato di fare da campione di controllo. Il risultato è il frutto di un lavoro di elevata dignità scientifica, che sarà pubblicato per esteso sul prossimo numero di Nature.

Lo Scienziato

Da bambino voleva fare il virologo, poi però non ha passato il test di Medicina e così si  è iscritto al corso di Complottismo applicato*.  Ricercatore indipendente e  instancabile divulgatore, lo Scienziato ha capito subito che il Covid-19 sarebbe stato il suo trampolino di lancio per arrivare nel salotto di Barbara D’Urso, di recente elogiata dal governatore Fontana per via dell’importante servizio pubblico svolto.

Nell’attesa che il mondo si accorga del suo valore, il nostro Scienziato si accontenta di dispensare consigli su Facebook. Nella sua bacheca spiccano, in particolare, i tutorial su come costruire una mascherina fai da te con un reggiseno e le mollette per il bucato. I video sono stati subito rilanciati sul profilo del comitato No lobby.  

Un nostro inviato, spinto da un’irredimibile curiosità sociologica, ha provato a testare i curiosi marchingegni; dopo essersi ben addobbato è andato a fare la spesa per sondare le reazioni degli altri clienti in coda fuori dal supermercato. Più della metà dei malcapitati di sesso maschile ha chiesto alle signorine se fossero disposte a condividere con loro il salvifico indumento. E’ finita a ombrellate, ma Intimissimi ringrazia per l’impennata nelle vendite.

*Le lezioni sono fruibili  gratuitamente, in dodici comode puntate, sui canali social della rete Ansiainsieme.it.  

Giudizio: di Burioni ce n’è uno solo.

 L’Ipocondriaco

Sano come un pesce  dalla nascita, l’Ipocondriaco è stato  accusato, fin dalla più tenera età, di fare il malato immaginario. Discriminato per anni da amici e parenti, ora il nostro Argante si gode beato la sua rivincita sui coinquilini che lo prendevano in giro per le scorte di Amuchina, accumulate in tempi non sospetti.

Ancora indispettito per non essere stato accompagnato al pronto soccorso quel giorno che ha starnutito per ben due volte di fila, egli si rifiuta – per ovvie ragioni di principio –  di condividere l’introvabile elisir con i suoi compagni di quarantena. Tuttavia, terrorizzato all’idea che gli sprovveduti possano infettarlo, in piena notte indossa la muta da sub ed entra di soppiatto nelle loro camere per cospargere tutte le superfici di disinfettante.

Dall’8 marzo, l’Ipocondriaco è uscito di casa una sola volta, per andare a fare la spesa. Fuori dal negozio lo aspettava il furgone di Maciste Sgomberi, che  –  dietro lauta ricompensa – ha caricato a bordo quattordici scatoloni di cibo a lunga conservazione.

Da allora, il poveretto ha limitato drasticamente ogni contatto interpersonale e, da quando gli è scaduto l’antivirus, non si arrischia nemmeno  più ad accendere il computer. Per ingannare il tempo, non gli resta che tenersi in costante comunicazione con il numero verde. Da qualche giorno a questa parte i centralinisti, ormai esasperati,  dirottano le sue chiamate allo Scienziato, che con grande spirito di abnegazione ha predisposto anche un servizio di assistenza telefonica.

Giudizio: il medico prescrive una camomilla.

L’Iperattivo

Il soggetto in esame, immediatamente riconoscibile grazie ad un paio di vistose occhiaie sfoggiate con malcelata fierezza, aveva finito di studiare i manuali dei corsi del secondo semestre ben prima della diffusione dell’epidemia, in previsione di una primavera fitta di impegni irrinunciabili, che andavano dal corso di Iridologia applicata alle trote d’acqua dolce al campionato provinciale di sputo del nocciolo di ciliegia.

Del tutto dimentico di come fosse la vita oltre le righe dell’agenda, l’Iperattivo  sta ora riscoprendo i piaceri casalinghi proprio grazie alle restrizioni che lo costringono a rimanere  in casa e che lui, bontà sua, ha accolto con una punta di sollievo, pregustando ore di dolce abbandono tra le braccia della poltrona.

Ma dopo i primi giorni di imperdonabile mollezza, le sirene dello stacanovismo l’hanno richiamato all’ordine, cantando con voce melliflua “Chi ha tempo non aspetti tempo”. L’Iperattivo non ha saputo resistere e si è lanciato a capofitto su tutte le attività che, durante l’anno, aveva dovuto procrastinare. Con travolgente entusiasmo, si è improvvisato cuoco e pasticciere (se la farina è ormai irreperibile, questo tipo di quarantenato rientra chiaramente tra i primi indiziati), giardiniere, meccanico, falegname, elettricista, sarto, ceramista e tapis-roulantista.

Dopo aver rivoltato la casa come un calzino, l’iperattivo è stato relegato in terrazza dai coinquilini, resi insonni da tanto subbuglio e desiderosi di poltrire in santa pace. Questa misura di sicurezza, ahinoi, ben lungi dal neutralizzarlo, gli ha fornito lo spunto per dare il meglio di sé come animatore di quartiere, cantante patriottico e danzatore tribale, in ossequio al suo eclettismo.

Giudizio:  per il prossimo flashmob dal balcone, consigliamo il gioco del silenzio.

Il Volpone

Rappresentante di una categoria di cittadini italiani tanto insidiosa quanto diffusa sul nostro territorio, il Volpone, altrimenti noto come furbetto, applica da tempo immemore la filosofia del Menefreghismo, il cui principale esponente è il maestro Achille Lauro. Convinto che il virus sia una baggianata e che, in ogni caso, non lo riguardi,  questo virgulto dell’italica prole esce per fare la spesa almeno cinque volte al giorno, citando come committente un parente sempre diverso.

Non appena ha capito che andare a correre sul Lungadige l’avrebbe esposto a sanzioni penali, il Volpone si è precipitato al canile per chiedere che gli venisse affidato il quadrupede “più incontinente sulla piazza”, come riferisce la volontaria ENPA ancora esterrefatta. Oggi è facile incontrarlo mentre passeggia, spingendosi ben oltre i duecento metri consentiti, con la bestiola al guinzaglio, tutto tronfio per aver ideato uno stratagemma così geniale.

Il Volpone, ora che anche Boris Johnson – esemplare britannico della specie – ha abdicato alla strategia dell’immunità di gregge, si sente investito di una grande responsabilità: avverte sulle sue spalle il peso di difendere le libertà democratiche, tra le quali spicca il diritto costituzionalmente garantito all’aperitivo, che il furbetto esercita organizzando una tavolata sul pianerottolo ogni sera alle 18.30.

Giudizio: dalla quarantena alla galera è un attimo!

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