Browse By

COMPILATION BEST DISTURBI MENTALI IN QUARANTENA

Scritto e recitato da NonSonoIo

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Da parte della comunità scientifica è ormai universalmente riconosciuto l’enorme impatto psicologico che avrà la quarantena sulla nostra salute mentale. Molti avranno già avuto modo di osservarne gli effetti su di sé. Noi de l’Universitario ci teniamo a fare della buona informazione e a divulgare le nostre utili e preziose conoscenze scientifiche. Per questo motivo di seguito troverete una guida pratica su come riconoscere i primi campanelli di allarme. Vi diagnosticheremo gratuitamente e senza impegno numerosi disturbi psichiatrici senza la benché minima dimestichezza del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (a molti affettuosamente noto come DSM), che noi abbiamo aggiornato attraverso questo articolo alla versione DSM-19. Del resto abbiamo tutti una connessione internet a casa, cos’altro serve mai per fare un po’ di scienza? Quindi hey, ti va un po’ di divulgazione scientifica solo io e te?

Prima di tutto vorrei premettere una cosa. Sì, il DSM l’ho letto veramente, o meglio, sfogliato (a che serve leggere quando basta guardare le figure?), autodiagnosticandomi qualsiasi genere di patologia cronica esistente, focalizzandomi maggiormente su quelle che sono più in voga come per esempio il bipolarismo, la depressione, il disturbo di personalità borderline e altre cose che mi rendono alternativa. Comunque una sfogliatina mi sembra abbastanza. Interrogatemi subito che devo iscrivermi all’albo (album, boh) degli psicologi, però non venitemi a dire cose tipo “gne gne gne, qui è sbagliato, non è così” che io vi zittisco con la potente citazione della Mussolini: “Chi sei tu per dirlo?”.

Bene allora mamm’t. Scusate, annamo. Cominciamo con la classifica del top disagio in quarantena. 

1) Disturbo di personalità narcisistica

La prima preoccupazione del narcisista in quarantena è rompere il * a tutti con le sue storie Instagram e le sue challenge. Continua a postare le sue attività sui social con la scusa di condividere, annullare le distanze e rassicurare tutti che #andraàtuttobene #ciriabbracceremopiùfortidomani. Intanto, ti fa sentire una merda. Lui è lì che cucina pane, pizza, tiramisù, sushi, filetto alla Wellington, il foie gras, l’anatra al profumo di arancia o si cimenta nella sperimentazione del tofu fatto in casa. Nel frattempo tu, se ti va bene, ti stai scongelando le pietanze che tua madre che ti aveva preparato l’ultima volta che sei sceso in patria con tanto amore e tanta pietà di te. Se ti va male, invece, sei arrivato allo scomparto della dispensa dedicato al cibo in scatolette, accumulate in tempi non sospetti. A questo punto rivedi in te stesso il fanatico americano che si costruisce il bunker antiatomico a mo’ di Parasite e inizi ad avere dubbi sulle tue radicate convinzioni politiche. Il narcisista ostenta il lusso del suo sfarzoso stile di vita, anche in caso di pandemia mondiale lui è sempre sul pezzo – in pigiama MAI. Al massimo, vestaglina di seta e intimo CK. Si concede anche l’aperitivo servito con tartelle al caviale e avocado, tanto meglio se in compagnia degli amici collegati in videochiamata. Se la tua quarantena è un abisso di nera solitudine e angoscia, la sua è l’esaltazione della mondanità e della produttività moderna 2.0. Mentre tu marcisci sul divano a scrollare così tanto che nel frattempo avresti potuto finirti tutte le stagioni di Beautiful, lui invece si sta preparando alla maratona di New York e alla prova costume  in live su Facebook perché, sì, a lui #andràtuttobene. Se saranno interdette le spiagge di Jesolo o della costa Smeralda, comunque le vacanze alle Bahamas o in paesi tropicali con fuso e stagionalità favorevoli senza plexiglas non gliele toglierà nessun fottutissimo virus. Tu invece sei condannato al rosicamento eterno e a pagare l’affitto, che magari ti hanno pure momentaneamente sospeso in un impeto di magnanimità, ma che potrai pagare dopo con comode rate (con gli interessi). L’unica tua vacanza sarà al parco comunale (quando lo riapriranno), dove hai pure scoperto esserci un bellissimo specchio d’acqua per fare il bagno con cigni e papere (con l’aviaria, ma questo no, non l’hai ancora scoperto, tutto a tempo debito e alla prossima pandemia). 

2) Il depresso

La vita è una merda e di certo non serviva la quarantena per scoprirlo. Nel migliore dei casi, questo periodo di isolamento sociale è un’occasione imperdibile per scoprire le profondità della propria inadeguatezza esistenziale. Non servono le serie tv quando davanti a te scorre il film delle tue figure di merda e dei tuoi fallimenti. Se prima un minimo la tua vita doveva adeguarsi alle richieste della società civile adesso il tuo tempo è riconsegnato alla tua autorità inesistente. Non sa più che ore sono, l’alba ha cambiato aspetto e la colorazione non è più di quel timido rosa ma è un incendio arancione – che sia forse il tramonto? Tanto a te comunque non te ne frega, ti giri dall’altra parte e torni a dormire. Per di più stai ingrassando, ti svegli alle 4 di notte per lo spuntino e trangugi qualsiasi cosa tu abbia a portata di mano. Tutto, però, ti lascia l’amaro in bocca (che non sia forse colpa degli antidepressivi?). Non puoi manco più aprire i social che ci sono quegli stronzi dei narcisisti con i loro concerti delle 18 e gli striscioni #andràtuttobene. Questa quarantena non fa altro che farti capire quanto possa essere infinitamente triste la tua vita e di come sia ingiusto il mondo. 

3) Il sociopatico (o psicopatico? boh)

Al sociopatico in fondo la quarantena piace, prova ancor di più il brivido di infrangere le norme sociali, tanto più quando vi è la possibilità di contagiare l’intera provincia. Starnazza continuamente che “è solo un’influenza” o “muoiono solo i vecchi”. Ti tossisce addosso, mette male la mascherina e organizza clandestinamente festini rigorosamente con birre Corona (ha anche un sottile e raffinato senso dell’umorismo) intitolati “aperitivi resistenti” o “contro la paura”. 

Lui è invincibile ed immortale. Non appena ve n’è stata occasione si è precipitato sulle piste per approfittare dei pacchetti vacanza “coronavirus”. Sprezzante delle regole e del pericolo, continua ad allenarsi per le prossime gare podistiche in calendario, si avventura in sciate di alpinismo in cui però inevitabilmente succede che o si perde o gli viene un malore e quindi bisogna chiamare i soccorsi per farsi venire a prendere in elicottero. Per fortuna può contagiare i soccorritori e, una volta giunto in ospedale, tutto il personale sanitario. 

In questa categoria rientrano i bambini di cui, si sa, la cattiveria è proverbiale. Lo scoprono presto le madri con a casa i bambini da scuola che si rendono conto di aver messo al mondo una bestia di Satana. Strillano continuamente, ti mandano fuori di testa e pretendono i pennarelli colorati. Per tenerli a bada il governo fortunatamente aveva concesso che i negozi per vestiti per i bimbi fossero aperti anzitempo (error 404: sense not found). Non appena è iniziata la fase 2, gli strnz senza mascherina si sono riversati per le strade. È dunque importante fin d’ora che impariate a riconoscere i sociopatici. 

4) Il Paranoide

Il paranoide vive nell’angoscia e nel sospetto più totale, situazione aggravatasi paurosamente con l’emergenza Coronavirus e con lo scattare del lockdown. Dietro ad ogni evento, anche il più insignificante (tipo il pacco di Amazon in ritardo), il paranoide scorge un piano diabolico che prevede lo sterminio della popolazione, che sarà sostituita dall’intelligenza artificiale di Alexa. Ne abbiamo parlato diffusamente nel precedente articolo dedicato ai loro deliri allucinatori. Per il paranoide la mamma non ti chiama a pranzo, annuncia la tua morte. Con sguardo sospettoso, apostrofa la genitrice: “Perché mi hai preparato il risotto con i funghi?” “Beh amore, li ho trovati in offerta” “MA SEI PAZZA?! NON CAPISCI PERCHÈ ERANO IN OFFERTA?! Secondo te li mettono in offerta così a caso?! Non sai che la zona di alienazione di Chernobyl sta bruciando e rilasciando una quantità letale di radiazioni?! È per quello che erano in offerta, i funghi assorbono le radiazioni! Vogliono ucciderci!!! Il governo italiano sta collaborando con quello russo, si stanno preparando per sostituirci tutti”. Le poche notizie circolanti su Kim Jong-un mettono il paranoide in uno stato di allarme e di inquietudine insostenibile, che può sfogare solamente elaborando sofisticate teorie che possano mettere in relazione la sua cattiva digestione con il Covid, l’area 51 e Nostradamus. È chiaro, palese: in realtà Kim Jong-un è morto, solo che poi lo hanno sostituito con un sosia. Dopo il successo di Gangnam Style infatti, la sua casa discografica non poteva lasciarlo morire così, senza alcuna garanzia di entrate future e senza poter contare su nuovi musicisti del suo calibro. Adesso poi, che anche l’ultimo simbolo di libertà, il tenero orsetto M49, è stato catturato, basta, il paranoico è convinto che è solo questione di tempo. Cerca di avvisare tutti i suoi kontatti di Facebook sulla dittatura istaurata da Conte ma tutto è inutile. Le tenebre lo stanno schiacciando e non riesce a dormire prima di aver commentato sotto ogni post: “STATE A CASA!!!!!11222211111!!!”. Per la sua estrema labilità e sensibilità è importante tenere il paranoide lontano da telegiornali e social. Già questi tempi di modernità e progresso scientifico non sono semplici per lui, figuriamoci un anno palindromo come il 2020. Aiutiamoli dunque con qualche filmato rassicurante, come Dora l’esploratrice o il detective Conan, in cui possano canalizzare la loro superiorità intellettiva in misteri ed enigmi che possano risolvere esercitando il proprio sviluppato intuito. 

5) L’Evitante

L’evitante non si sarebbe ancora accorto di essere in quarantena, non foss’altro che viene continuamente invitato a meeting su Zoom a cui NON vuole partecipare. Al contrario del paranoide, però, non si sottrae a queste esternazioni di socialità virtuale perché ha paura di videobombing di pedofili e di “membri” in chat, ma perché la sua comunità virtuale ce l’ha già e sinceramente gli basta pure: Alexa e la sua storica cricca di hikikomori su LOL (i.e. per gli ignoranti, League of Losers, ehm League of Legends, un giochino online di infima qualità) che non ha mai visto in vita sua. È felice perché finalmente non deve più inventarsi scuse per non uscire e non vedere le persone reali. È scocciato, però, perché la connessione internet è rallentata spaventosamente per colpa di tutte le dirette inutili su Facebook e sta avendo grandi problemi a connettersi al server di Minecraft. 

6) L’Ossessivo-Compulsivo

L’ossessivo compulsivo dorme indossando una mascherina e stringendo a sé un flaconcino di Amuchina. Fare la spesa per lui è diventato un incubo. Esce di casa solo se munito di tuta antiradiazioni e mascherina antigas. Al rientro lo aspetta un processo di disinfettazione ed igienizzazione scrupolosa che impiega circa 3 ore della sua vita e tutta la sua concentrazione. Lascia sul pianerottolo scarpe e vestiti prima di entrare in casa, facendo un piccolo cumulo che cosparge di benzina e dà fuoco, osservandolo bruciare con malsano piacere per assicurarsi che tutti i germi muoiano. Tutte i pacchi e le confezioni di alimentari vengono dapprima passate con un panno intriso di alcool etilico, poi lasciate in quarantena sul balcone. Dopo una settimana possono essere trasferiti in frigo e successivamente consumati dopo 5 giorni. Se al supermercato fossero disponibili i biscotti o le iniezioni alla candeggina menzionate da Trump, non esiterebbe un secondo a comprarli. Le sue bollette di acqua sono schizzate alle stelle perché lavarsi le mani per lui è un rito complesso e preciso che dura all’incirca una ventina di minuti: ogni volta consuma 10 metri cubi di acqua e 2 litri di sapone. Anche dopo la fine della fase 1 non vedremo in giro gli ossessivo-compulsivi perlomeno per altre 3 settimane. 

7) L’istrionico 

Assieme al narcisista, profilo a cui è ampiamente assimilabile, è la piaga sociale (virtuale) più grave. Continua ad ammorbarci con le sue dirette Instagram, Facebook, Linkedin, Reddit e le sue challenge. Tagga quanti più amici possibili nella sfida delle foto di lui da bambino, nella challenge che “sfida l’algoritmo di Instagram”, dei libri preferiti. Se però c’è una challenge di cui è vincitore assoluto ed indiscutibile è quella de “quanti *vasetti* ci hai rotto”. La sua agenda in quarantena è tanto zeppa di impegni quanto lo era prima dell’emergenza. Quotidianamente schedula minimo 5 meeting su Skype, Zoom, House party e qualsivoglia altra piattaforma per incontrare ampi e variegati bacini di utenza, gli amici, la famiglia, i parenti dello zio, i cugini della madre, organizza la pizzata delle medie e la riunione condominiale online. Non si capisce se queste siano occasioni per sfoggiare l’outfit della giornata o per elencare la propria sintomatologia completa perché la loro allergia stagionale è sicuramente Covid-19. Ovviamente per ogni incontro allega copia fotostatica su bacheca/stato su Facebook o storia Instagram. Pur di non stare da solo impone agli altri Netflix party di film e altra robaccia insostenibile alla vista. NO, non ce lo guarderemo di nuovo Sex and the City con te per l’ottantreesima volta!

8) Il Bipolare

“Odio la quarantena, è così bella!” La velocità con cui il bipolare passa da uno stato emotivo all’altro è aumentata dell’ordine di 40 punti percentuali. Non servono più settimane ma basta una ventina di minuti al massimo, tanto che la fase maniaco-ossessiva e quella depressiva si sono fuse assieme dando vita a una quarta dimensione spazio-temporale in cui sperimentare nuove forme di paradossi emotivi. Stacanovista in smartworking, ride piangendo, caga mangiando, il bipolare non capisce più un ca*. Non può più scandire la propria vita tra picchi emotivi di entusiasmo, iperattività ed abissi depressivi. Quindi si ritroverà a piangere davanti ai video comici di Youtube, aspetterà estasiato i risultati delle agenzie di rating per scommettere contro i titoli di stato italiani ed i recovery fund e rimarrà intrippato per ore sul gruppo Facebook in cui tutti fingono di essere delle formiche. L’alternarsi dei suoi stati emotivi è molto utile per regolare il proprio orologio, ancora più precisamente di quanto non sarebbe se regolato con l’appuntamento mattutino di Canale 5 L’ora esatta, con l’iconica torre del Big Ben e la grafica moderna ed accattivante.

9) Disturbo della personalità multipla o schizoide

Se c’è una cosa che questo soggetto non sperimenta in quarantena è la solitudine. Vive uno stato di assembramento permanente con le altre personalità ed è un casino. Uno a colazione vuole latte e cereali, l’altro la colazione salata, l’altro il toast e così finisce per mangiare pane con salame e Nutella per metterli un po’ tutti d’accordo. La stanza è troppo piccola quando ci sono così tante persone! Anche se è solo in quarantena parla con la nonna in Lazio che gli dice di mangiare, con i banchieri della Gringott che gli consigliano di investire sulle azioni dell’Amuchina, Skype con amici immaginari e vocine varie nella sua testa gli stilano liste della spesa assurde. Non vede l’ora che finisca la quarantena per farsi finalmente un po’ i fatti suoi. 

Sappiamo che il DSM è ancora lungo ma riteniamo di aver dato una panoramica generale su disturbi che in questi mesi abbiamo sicuramente tutti manifestato, chi a fasi alterne e chi invece mantenendo una certa coerenza. Quindi scusateci se non siamo tutti al top durante una pandemia mondiale in cui succede di tutto e di più. Confidiamo che non ci abbiate preso sul serio e che non prendiate sul serio neanche voi – mica siamo tutti narcisisti. Quindi raga, cerchiamo di sopravvivere in qualche modo, perché la fase due sarà ancora lunga. E sappiate che, al contrario di chi dice che #andràtuttobene, se state male non significa che siete soli ma che siete solamente i pochi che hanno il coraggio di ammetterlo. FATECI SAPERE NEI COMMENTI DI KE TEAM SIETE? NOI #teampersonalitàmultipla. 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi