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Area protetta Terlago

di Alessia Balducci, Niccolò Bonato, Francesco Moreschi

Inauguriamo questa collaborazione con la Rete di Riserve Bondone raccontandovi dell‘area protetta dei Laghi di Terlago. La località, situata nel Comune di Vallelaghi, si compone di due laghi comunicanti ed è incastonata tra le montagne del gruppo della Paganella e del monte Bondone, che creano uno scenario suggestivo, tipico della regione. L’eccezionalità di questa riserva sta nell’essere l’ecosistema lacustre più ricco del Trentino. Questa caratteristica e l’ambiente circostante la rendono una meta perfetta sia per chi volesse stendersi come una lucertola a prendere il sole o stare a mollo in acqua (il lago a nord è balneabile!), sia per chi desiderasse fare un’escursione tranquilla all’insegna del contatto con la natura.

Il percorso, fisicamente parlando, non è impegnativo. Sono anche presenti panchine e tavoli da pic nic, perfetti per fermarsi a mangiare o a riposare. Inoltre, dislocati per tutto il percorso, ad accompagnarvi ci saranno sei pannelli informativi posizionati dalla Rete di Riserve Bondone, utili per orientarsi e per meravigliarsi delle specie di animali, di fiori e dei segreti che questa riserva ha da offrire.

Fatta questa breve presentazione, vi preannunciamo già che la località è vicina a Trento e ideale proprio per staccare la spina (e in questo periodo ne abbiamo proprio bisogno!), quindi non avete scuse per non andarci.  L’area è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: prendendo l’autobus dalla stazione delle corriere in Piazza Dante, si può raggiungere la fermata di Terlago nel giro di venti minuti. Una volta scesi, il lago dista circa dieci minuti a piedi: si risale la strada fino a via dei Sorarì e si prosegue finché non si apre la vista sul lago o, meglio, sui laghi. Si tratta, infatti, di un lago collinare poco profondo formato da tre specchi d’acqua (Agamenor, Lagostel e Terlago, dai quali deriva il nome); oggi, ne restano solo due. Inoltre, volendosi spostare in macchina, c’è un parcheggio accanto al Bar Lido.

Il lago e il monte Bondone

Il nostro percorso, denominato Terlago Sketch Tour, è iniziato proprio da questo bar. Abbiamo iniziato camminando lungo il sentiero che costeggia il lago, tutto completamente all’ombra, fino ad arrivare alla punta più a nord. Salendo sopra le cave di calcare, si può godere del bel panorama del lago e del monte Bondone: una vista stupenda! Abbiamo poi continuato il percorso verso sud, attraversando il ponte stradale che collega i due specchi d’acqua. 

Passando nel secondo lago (non balneabile!) si potranno osservare dei canneti, che agiscono filtrando agenti inquinanti e nutrienti e collegando il sistema lacustre con quello terrestre. In mezzo ad essi, inoltre, si possono vedere alcune specie animali che lì costruiscono il loro rifugio. I canneti garantiscono infatti un habitat di riproduzione per numerose specie di anfibi, pesci e uccelli. 

Verso la parte meridionale del lago si trova anche un pontile di legno che costeggia la riva, dal quale è possibile ammirare meglio gli animali che popolano l’area. Quando noi siamo stati in quel punto, sentivamo un forte baccano. Ebbene, scoprimmo che erano dei lucci (un tipo di pesce che popola l’area) che battevano sulla superficie dell’acqua. Quindi, non prendete paura se sentirete dei forti rumori, sarà solo qualche luccio che si diverte (più o meno). Inoltre, c’è la possibilità di vederne qualcuno passare sotto il pontile, anche se l’acqua è davvero bassa. Da questo punto di vista particolare, inoltre, è stato possibile osservare due uccelli acquatici: lo svasso e la folaga.

Svasso di Terlago

Lo svasso (Podiceps cristatus) nuota spesso in mezzo ai laghi e si distingue per essere un abile tuffatore, in grado di scomparire in immersioni piuttosto lunghe. Il suo caratteristico ciuffo viene aperto solo in condizioni di pericolo e il suo richiamo frequente e sonoro ci ha accompagnato durante tutta la giornata. Con un po’ di fortuna e strizzando bene gli occhi, si vedono i pulcini che, pur riuscendo a nuotare da soli, talvolta stanno in groppa al genitore.

Folaga

La folaga (Fulica atra), invece, ha un piumaggio folto ed impermeabile quasi completamente nero,  fatta eccezione per una parte della testa e del sottocoda che sono bianchi. Anche questo è un uccello piuttosto rumoroso: non canta e i suoi richiami sono costituiti da note dure.

Nelle vicinanze dei laghi è stata costruita una pozza artificiale per anfibi: si tratta di uno specchio piccolo e poco profondo che ricrea l’habitat favorevole alla riproduzione di questi animali e che garantisce una migliore funzionalità connettiva del territorio. Il suo obiettivo principale è quello di migliorare lo stato di conservazione delle popolazioni di anfibi, in particolare della raganella italiana e dell’ululone dal ventre giallo. Quest’ultimo ha una bizzarra denominazione a causa del suo verso durante la stagione riproduttiva e per il suo caratteristico ventre giallo. Magari a qualcuno potrebbe fare un po’ ribrezzo vedere questi animaletti un po’ viscidi, però vi assicuriamo che sono davvero carini.

Esemplare di Barbone Adriatico fiorito

Vale la pena anche fermarsi lungo il percorso, guardarsi intorno e meravigliarsi della variegata flora che riempie i prati del territorio, come anche le pareti rocciose che costeggiano il percorso; escono infatti delle piante colorate che giocano un po’ per contrasti con il rossastro di questa terra. Nelle vicinanze dei laghi si possono incontrare anche i cosiddetti “prati magri”, ossia spazi particolarmente abbondanti dal punto di vista della biodiversità, caratteristica ben visibile dalla loro ricchezza cromatica. Proprio in questi prati si possono trovare diverse specie di orchidee selvatiche, quindi specie protette,  tra cui l’orchidea screziata (Neotinea tridentata), pianta alta tra i 15 e i 40 centimetri e con un labello trilobato con petali color lilla, e il barbone adriatico (Himantoglossum adriaticum). Quest’ultima è ben più difficile da trovare (ne abbiamo viste solo 5) ed è caratterizzata da fiori bianchi e viola e con un labello pendente nastriforme, e può essere alta fino a un metro. 

Orchidea screziata

Detto questo, non vi è venuta voglia di visitare i Laghi di Terlago?

Redazione

La redazione de l'Universitario è composta perlopiù da studenti dell'Università di Trento

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