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Santeros: la musica cubana come non l’avete mai vista

La rassegna cinematografica La Rampa prosegue con Santeros, documentario sul fenomeno della santeria, realizzato dall’antropologo e etnomusicologo Marco Lutzu, presente in sala.
La santeria è una religione diffusa in America latina, nata dalla commistione di elementi cattolici e animisti, portati dagli schiavi africani sull’isola durante la colonizzazione spagnola.
Il film nasce da principio come una tesi di dottorato, per la quale il regista ha lavorato tre anni, e dall’interesse del regista per un peculiare tipo di musica, che vede l’utilizzo di particolari tipi di tamburi nei culti della santeria.
Il pregio di questo documentario è quello di essere un lavoro di tipo scientifico, ma allo stesso tempo narrativo e quindi di non appesantire troppo la visione allo spettatore. Il lungometraggio racconta questo aspetto specifico della musica cubana narrando in parallelo le storie di due personaggi che vivono in modo profondo la santeria e a cui l’etnomusicologo è rimasto particolarmente legato: Yuliet e Alain.
La prima è una giovane madre di famiglia, praticante della santeria fin da piccola, il secondo, è stato insegnante di percussioni dello stesso regista, che ha consacrato la sua vita all’oricha Aña.
Il profondo rapporto instaurato tra Lutzu e i due protagonisti ha permesso l’effetto narrativo nel documentario e la buona resa del suono nel film, impresa non affatto semplice, dal momento che i riti si tengono in diverse stanze delle abitazioni dei cubani. “La difficoltà maggiore però è stata quella di instaurare rapporti umani, perché per molti cubani un bianco è un dollaro che cammina”, ha raccontato l’antropologo.
Il lavoro di Marco Lutzu, come lui stesso ha affermato, ha l’ambizione di mostrare il rapporto particolare tra musica e religione, che fin dalle sue prime ricerche in Sardegna lo ha affascinato. “La musica nella religione è funzionale” ha spiegato “Noi viviamo in una società in cui le funzioni della musica si sono molto ridotte. Per noi è un elemento di intrattenimento, di contemplazione estetica e di sincronismo dei corpi.
In altre parti del mondo la musica è indispensabile per i riti religiosi”.
Con Santeros lo spettatore entra in contatto con la dimensione mistica della musica e con un culto dal carattere domestico e conviviale, dal sapore antico, a cui noi occidentali non siamo più abituati.
Sembra quasi di sedersi in mezzo agli invitati del rito della santeria, nella casa di Yuliet, sentire l’odore del rhum e il ritmo dei tamburi sacri che si perde tra le vie de L’Avana.

Il prossimo appuntamento si terrà lunedì 11 marzo, presso il Teatro Gigi Cona in via Soprasasso 1, Gardolo.

Potete leggere i resoconti delle serate precedenti a questi link:

Erica Turchet

Studentessa di Studi internazionali presso l'università di Trento

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