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Cara, vecchia scuola: una rubrica di interviste per dare voce agli esperti

Scorrendo gli innumerevoli post e articoli pubblicati sui social in occasione della ripartenza della scuola, qualche settimana fa, ho ritrovato spesso una frase che mi ha fatto riflettere: per molti, il vero capodanno è a settembre. E’ vero, è il primo gennaio il giorno in cui quasi tutti ci sediamo alla scrivania per stilare i (notoriamente vani) buoni propositi. Ma proprio perché è il primo gennaio, e dodici mesi sembrano tanti, tendiamo a porci sempre i soliti grandi obiettivi, spesso molto più ambiziosi che realistici, e finiamo puntualmente per abbandonarli. 

Settembre, invece, è il momento perfetto per fare programmi che non rimangano liste di desideri, ma diventino veri e propri piani d’azione. Intanto, alla fine dell’anno mancano soltanto tre e non dodici mesi, l’estate è appena finita, probabilmente abbiamo procrastinato il giusto. Ma forse siamo anche andati in vacanza, ci siamo riposati e siamo più pronti che mai alla graduale ripresa dell’agognata normalità, con i suoi momenti di convivialità ma anche i suoi obblighi e impegni: riunioni, turni in ufficio, lezioni e appunto, la scuola.

Anche io, questo settembre, dopo mesi di sogni ad occhi aperti e letture ancora incerte, ho cominciato a scrivere, informarmi, prendere contatti e ho concretizzato l’idea di una rubrica per questo nuovo anno accademico. L’appuntamento sarà bimensile o settimanale, a seconda del vostro grado di fedeltà all’autrice: ogni due mercoledì, alle 18:30, andrò in onda su Sanbaradio per intervistare un ospite sempre nuovo. Queste interviste si trasformeranno poi in podcast (come se non ne fossero usciti abbastanza quest’anno, lo so). Nei due mercoledì successivi, invece, i più impegnati potranno leggere un resoconto delle interviste qui, sull’Universitario. L’argomento centrale, non temete, sarà sempre lei: la nostra amata e odiata scuola.

La necessità di un cambiamento strutturale, ovvero una riforma dell’intero sistema scolastico, è sotto gli occhi di tutti, o almeno di chiunque voglia trovare il tempo per riflettere e i canali giusti per educarsi a riguardo: per questo i nostri semplici articoli, da osservatrici bene informate anche se inesperte, ci sono sembrati un buon inizio. In questa serie di interviste con protagonisti ed esperti della scuola, invece, vorrei cercare di andare fino in fondo alla domanda: perché, nonostante se ne parli da decenni, questo cambiamento non è ancora avvenuto, e perché ancora oggi ci appare un’impresa impossibile?

Una domanda come questa non ha risposte brevi né univoche. Ad esercitare un influsso sulla scuola, in quanto istituzione e in quanto organismo formato da migliaia di persone, sono fattori molto diversi e al contempo strettamente connessi, difficili da isolare e analizzare. Entrano in gioco vari aspetti della cultura e della società italiana, i limiti imposti dalla burocrazia del sistema e dalle abitudini consolidate di chi lavora al suo interno, la complessità insormontabile del livello politico e il ruolo controverso dei mezzi d’informazione e disinformazione

Ogni mese cercherò di concentrarmi su uno di questi fattori, interpellando ospiti provenienti da mondi differenti: la scuola stessa ai suoi vari “gradi”, l’università, la politica, il giornalismo. Questi vi verranno ovviamente svelati di volta in volta, ma già oggi posso offrirvi un piccolo spoiler. Il primo ospite sarà Claudio Giunta, presumibilmente noto alla maggior parte dei lettori in quanto autore di numerosi articoli ed alcuni libri sull’istruzione, nonché docente di letteratura italiana all’Università di Trento.

Se siete curiosi di scoprire quali sono, secondo il professor Giunta, i principali ostacoli che ci separano da quel cambiamento radicale che per pudore non chiamerò più “rivoluzione scolastica”, quest’anno seguite Cara, vecchia scuola: una rubrica di interviste per dare voce agli esperti. Vi aspetto la settimana prossima su Sanbaradio e sulle pagine social di Un’Altra Scuola, il collettivo dietro a questa e molte altre iniziative di sensibilizzazione sui problemi della scuola italiana. E buon anno nuovo a tutti! 

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