Voltare pagina

In Punta di Piedi, negli ultimi due anni e mezzo abbiamo parlato tanto. Disturbi alimentari, panico, sogni, paure, obiettivi, attività fisica, prova costume, ansia di perdere il sonno, social, sesso, autostima, viaggi, vergogna, amore, buoni propositi, amicizia, delusioni, litigi, privilegi: abbiamo toccato ognuno di questi argomenti, cercato di osservarli con empatia, di raccontarli in modo coerente e completo, alcune volte sicuramente con più successo di altre. Dato che questo episodio sarà l’ultimo, oggi parliamo di finali e nuovi inizi, di voltare pagina, di quel momento di transizione in cui i confini del nostro mondo iniziano a tremare e cambiare forma.

Per arrivare ad un punto di svolta – quindi anche per crescere, migliorare – è necessario che qualcosa cambi. Questo è molto intuitivo, eppure raramente siamo ben disposti verso le novità: le abitudini sono confortanti e le transizioni non sono gradevoli, perché costringono a lasciare indietro qualcosa. Dovremmo allora accogliere ogni metamorfosi del nostro presente con un sorriso? 

È rassicurante rispondere semplicemente di sì: dopotutto, quando il mare si calma abbiamo modo di osservare e scoprire ciò che ha portato a galla, di godere di nuovi paesaggi e respirare aria pulita, rinnovata. Cambiare lascia, a volte, una cicatrice, ma questa si rimpicciolisce con il passare del tempo, la creazione di ricordi e la comprensione di nuove verità e soltanto occasionalmente torna a bruciare. Insomma, le svolte aprono tante nuove porte, quindi dovremmo accoglierle con un sorriso. Questo può bastare?

Noi, noi generazione Z, noi giovani donne e giovani uomini, noi a gattoni nel mondo dei grandi, non ce la passiamo sempre benissimo. A volte ci sentiamo dire che siamo quelli fragili perché le pacche sul sedere e i fischi per strada non li vogliamo più, perché ci serve il bonus psicologo e non siamo disposti ad accettare paghe indecenti pur di andare a lavorare. A noi cambiare può far paura davvero, crescere e avanzare verso un mondo con tante insidie non sempre entusiasma. E allo stesso modo, affrontare delle perdite nella sfera affettiva è doloroso. Questo timore, questa possibile sofferenza e questa incertezza che ci tiene avvolti stretti stretti non vanno nascosti dietro ad un sorriso, né “trasformati in punti di forza”. Vanno accettati e vissuti. Bisogna attraversarli per far sì che la cicatrice smetta di bruciare. That’s the only way.

Quindi, voltare pagina all’inizio può fare schifo. Se invece non sembra male in principio – magari siamo stati noi a chiudere quella relazione o non vediamo l’ora di andarcene dalla città in cui viviamo – forse lo sembrerà dopo, quando, una volta cambiata aria, ci toccherà rimboccarci le maniche e non sarà sempre facile. Non per fare di tutta l’erba un fascio, ma possiamo dire che se voltare pagina non fa schifo nemmeno per un secondo forse qualcosa è finito in sordina sotto al tappeto. Ad ogni modo, questo sta nella coscienza di ognuno di noi.

Se ci troviamo a questo punto, si tratti di una scelta o di un’imposizione delle circostanze, ci sono due cose da non dimenticare. 

La prima è che non è vero che il tempo aggiusterà tutto: lo scorrere dei giorni ci darà una grande mano, ma se lo lasciamo agire da solo ciò che farà sarà, piano piano, accatastare tutto in un cassetto piccolo e nascosto. E poi, vallo a ritrovare questo scomparto segreto, potente e attivo. Quindi, se dobbiamo voltare pagina dobbiamo vivere tutto il processo, in qualunque modo esso si articoli. Poi, sarebbe anche ideale non isolarci, non perché non arriveremmo fino in fondo con le nostre forze, ma perché farlo rischierebbe di danneggiarci, affaticarci e privarci di quei momenti di soddisfazione la cui intensità raddoppia quando è condivisa. Imparare ad avere fiducia nel prossimo (con criterio e condencendoci degli errori) è importante e non farlo significa rinnegare un tratto caratteristico del nostro essere umani: la comunità

A chiunque si trovi a disagio nella novità, a chi ha paura, a chi scommette sul futuro, In Punta di Piedi augura di riuscire ad attingere dall’umanità, dall’amore, dal mondo circostante e dal proprio vissuto tutta la forza necessaria per non mollare. E poi tanta, tanta buona fortuna a tutti. 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi