Una terrazza su Trento

Continuiamo la collaborazione con la Rete di Riserve Bondone portandovi con noi nella bellissima escursione circolare che abbiamo fatto partendo da Cadine, piccola frazione di Trento. Il paesaggio è meraviglioso, la passeggiata, fisicamente parlando, non è eccessivamente impegnativa ed è possibile ammirare una flora molto ricca, vecchie strutture militari della Grande Guerra e la stupenda Valle dell’Adige da Pontesel, il punto panoramico.

Raggiungere questa località è stato piuttosto semplice: dalla fermata dell’autobus della stazione abbiamo preso la linea 1 e siamo scesi alla fermata Cadine – Strada Gardesana (per gli orari cliccate qui), il tutto nel giro di dieci minuti.

La nostra escursione sul monte Soprasasso (in dialetto trentino Sorasass) è partita su una strada sterrata delimitata dagli alberi e dal resto della flora. Di questa, in particolare, abbiamo apprezzato tre piante erbacee perenni della famiglia delle Orchidaceae: il Nido d’uccello, con un’infiorescenza composta tra i venti e i trenta fiori; la Platantera comune (Platanthera bifolia), con circa 15-25 fiori e l’Orchide di Fuchs (Dactylorhiza fuchsii), che può arrivare fino a 50 fiori. 

Mughetto

Lungo il percorso, abbiamo visto anche il Mughetto, anch’essa pianta erbacea perenne, questa volta della famiglia delle Asparagaceae, tipica delle zone prealpine italiane e con dei profumati fiori bianchi, di cui tutte le parti, eccetto il rizoma (cioè il fusto sotterraneo), sono velenose, e l’Aquilegia scura, che porta tale nome per il punto di viola che caratterizza i suoi petali.

Aquilegia scura

Prima di raggiungere il punto panoramico del monte, poco prima di essere a metà del percorso, ci siamo fermati in un meraviglioso spiazzo. Qui, abbracciati dalla natura, è possibile fare una sosta (sia sul prato che appoggiati ai tavolini presenti) in tutta tranquillità. Ci sono anche delle postazioni barbecue, dove si può fare una grigliata e passare una piacevole giornata in compagnia.

Tiglio

Al centro dell’area è ammirabile inoltre un bellissimo e maestoso albero di Tiglio, che con la sua chioma ombreggiante invita a rilassanti pennichelle, in particolar modo quando si ha la pancia piena.

Proseguendo, in poco tempo arriviamo in prossimità della cima del Soprasasso e delle sue profonde pareti rocciose, che precipitano a strapiombo nella Valle dell’Adige e ci donano una vista eccezionale dei dintorni, permettendoci di potere godere di una panoramica privilegiata su Trento e le sue frazioni.

Poco avanti ci imbattiamo in una postazione militare risalente alla Grande Guerra, dove sono presenti fuciliere, postazioni per i mortai e dell’artiglieria contraerea. Particolarmente interessanti sono i cunicoli e le grotte scavati nella roccia appena a ridosso della postazione militare, in cui è possibile addentrarsi. Questa struttura (Stoi) era originariamente adibita alla funzione di ricovero per le truppe e a deposito di viveri e munizioni. Qui, nonostante il lugubre fascino, bisogna fare attenzione al pavimento umido e scivoloso e al buio che regna al suo interno.
Inoltre, tramite una brevissima deviazione, si può raggiungere una terrazza panoramica protetta da dei cordini d’acciaio, detta Pontesel. Anche da qui è possibile ammirare un panorama mozzafiato sul fondovalle e sulla città.

Panorama sul fondovalle e sulla città

Continuando sulla comoda strada si arriva poi ad una notevole fuciliera austriaca. Questa ha una lunghezza complessiva di 40 metri ed è composta da diversi locali, tra cui un posto di guardia, undici postazioni per fucilieri dotate di feritoie e ripiani per le munizioni. La struttura si sviluppa su due livelli e presso la sua sommità erano collocati i mortai.
Qui, inoltre, ci imbattiamo in un libro su cui è possibile scrivere pensieri e sensazioni della giornata. Decidiamo che vogliamo lasciare anche noi il segno del nostro passaggio, apponendo le nostre firme e un breve ringraziamento nei confronti della nostra saggia guida.

Ci avviamo verso la fine del giro. Proseguendo un’altra mezz’oretta, torniamo a scendere e ci immergiamo ancora nella natura. Notiamo che molti alberi, nel corso del tempo, hanno assunto forme curiose e bizzarre. Sorprendente la forza inesorabile della natura e del tempo.

Poco dopo concludiamo il nostro giro ad anello, tornando a Cadine (località Fer de Caval), dove eravamo partiti poche ore prima. Ci dirigiamo verso la fermata della linea 1, nei pressi della stessa strada dove siamo arrivati con l’autobus dell’andata, ovviamente nel senso opposto. 

Mentre aspettiamo l’autobus ci diamo alle riflessioni. Tra una battuta e l’altra, ci troviamo concordi nel constatare quale enorme privilegio sia studiare e vivere in una città che è in grado di offrire così tanto nelle sue immediate vicinanze. Il giro fatto oggi è un esempio emblematico della peculiarità di Trento: solo 10 minuti di autobus ci hanno regalato la possibilità di godere di una giornata immersi nella natura, tra boschi e viaggi nella storia

Alla prossima avventura!

Redazione

La redazione de l'Universitario è composta perlopiù da studenti dell'Università di Trento

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