Poplar day 3: scatti dal Doss Trento

Il terzo giorno di Poplar 2025 ha fatto scintille: è stata la prima serata andata sold out, durante la quale il Parco Naturale del Doss Trento ha accolto una fiumana di ragazzi e ragazze che (nonostante le previsioni meteo non particolarmente incoraggianti) è rimasta a ballare e a esultare fino a tarda notte. Raccontiamo questa giornata tramite immagini scattate lassù, per narrare non solo a parole ciò che è stato vissuto in quelle ore.

Il villaggio Poplar si presenta così: un grande prato centrale, che serve ad ospitare le migliaia di persone attese a cantare e a ballare, alle cui estremità si trovano posizionati i due palchi principali di quest’anno, il Doss stage e il Volt stage, dove gli artisti, alternandosi, hanno offerto al pubblico le loro performances. Tutto intorno a questo grande ovale erboso il bosco del parco naturale contribuisce a creare un’atmosfera selvaggia, nascosta, quasi a formare un perimetro vagamente magico che cela ciò che succede al suo interno. L’illuminazione, oltre a quella dei palchi, è costituita dalle centinaia di lucette che saltano da un gazebo all’altro, dentro cui alcuni volontari lavorano e preparano panini, patatine, falafel e addirittura canederli, mentre altri sono occupati a spillare birrette e spritz. A stagliarsi sopra tutto e tutti il grande e imponente mausoleo dedicato a Cesare Battisti, le cui colonne bianche vengono ogni anno illuminate dietro al Doss stage, creando una sagoma ombrosa e silente che davanti agli occhi del pubblico diventa quasi aliena. Insomma, un festival immerso in un ambiente altamente suggestivo, che non pochi artisti hanno elogiato da sopra il palco.

Due tra le band più aspettate che sono riuscite a raccogliere una grandissima audience sono loro: i Post Nebbia e i Tamango, che hanno suonato uno dopo l’altro sul Doss stage. Il primo gruppo musicale padovano che ama definirsi “la polizia del rock” ha scaldato gli animi e l’atmosfera generale, per poi lasciare il palco ai secondi, che con uno spettacolo pirotecnico, variegato e super eccentrico hanno saputo conquistare anche chi non aveva mai sentito una loro canzone in tutta la vita. Siamo certi che chi c’era non si dimenticherà facilmente di questi incredibili artisti.

Il grande ospite della serata però è stato l’attesissimo Franco126, uno dei big invitati al festival di quest’anno che ha sicuramente contribuito ad alzare il livello di entusiasmo tra i suoi fan presenti nel pubblico. Nella sua tappa trentina ha portato sul palco l’allestimento costituito da dieci grandi lampade a formare il salotto di un indovino con una grande palla di cristallo al centro, che sta accompagnando i suoi concerti e da dove offre al pubblico le canzoni del suo ultimo album, Futuri possibili. Il calore, la tenerezza e la nostalgia delle melodie di Franchino hanno contagiato i presenti, in un canto di gruppo durante il quale tutta l’attenzione era rivolta verso un unico puntino al centro del palco.

Insomma, una serata memorabile, che ha visto amici, coppie o sconosciuti riunirsi nello stesso tempo e nello stesso luogo, a condividere l’euforia portata da musiche nuove o mai sentite, comunque tutte entusiasmanti, all’interno di una cornice altrettanto sensazionale e coinvolgente.