Torna Poetry Night: a Trento poesie da tutto il mondo

Alice, studentessa all’Università di Trento da tre anni, ha graziato la comunità letteraria della città (e non solo) con una graditissima sorpresa: giovedì 22 ottobre ha condotto al bar le Poste la prima edizione della Poetry Night dell’anno accademico 26/27. 

L’evento, nato due anni fa, riunisce residenti trentini (temporanei e non) provenienti da ogni parte del mondo, chiamati a presentare una poesia nella propria lingua madre. Non si tratta dunque di una competizione, ma di un’opportunità per mostrare alla città una parte della propria cultura e per sentire il suono di lingue che forse nemmeno si conoscerebbero altrimenti.

La sorpresa sta nel fatto che l’ideatore del raduno, Nicolas Rodigari, autore del libro Appunti di Russia, era stato costretto ad abbandonare il progetto per motivi personali lo scorso semestre. Per fortuna, l’eredità di questa iniziativa è stata reclamata da questa sua cara amica: “sarebbe stato un peccato lasciare che questo evento scomparisse”, racconta Alice “e ho pensato di riprenderne io l’organizzazione”

Sul palco sono stati presentati alcuni autori meno noti al pubblico italiano. Tra le comparse figurano Taras Ševčenko e Lina Kostenko, autori ucraini noti rispettivamente per aver gettato le basi della letteratura ucraina nell’800 e per averla riportata in auge durante il periodo sovietico, Rudra Mohammad Shahidullah, poeta bengalese di fine XX secolo, Julian Tuwim, grande figura della letteratura polacca, e Tamim Al-Barghouthi, saggista palestinese soprannominato “il poeta di Gerusalemme”. In molti hanno preferito portare opere di propria composizione, aggiungendo un tocco più personale all’evento. Tutte le poesie approdate in palcoscenico sono disponibili qui. La serata è senza ombra di dubbio un’occasione per ampliare il proprio panorama culturale, il che non è mai una cattiva idea. Dal canto suo, Alice (che è di origine russa) raccomanda come letture Joseph Brodskij, noto per l’opera Fondamenta degli incurabili dedicata a Venezia, dove è sepolto, e Osip Mandelstam, arrestato per le sue critiche nei confronti di Stalin e morto prematuramente in un campo correttivo. 

Nonostante lo sfoggio di doti sceniche non fosse l’obiettivo della serata (cosa a tratti palese nelle edizioni precedenti), alcune poesie sono state prensentate con impegno da palcoscenico. “Sono spiccate le esibizioni di Palestina e Ucraina”, dice Alice, “per la forza e la passione che vi sono state messe” – opinione assai condivisibile. Tre ragazze, per cambiare un po’ atmosfera, hanno cantato Deslocado di Napa. L’intermezzo musicale è una novità di questa edizione, che non solo ha sortito successo tra la folla, ma ha anche suscitato un momento emotivo per le interpreti ogni oltre aspettativa. 

Il locale è nuovo e ha funto da rimpiazzo per l’ormai defunta (e compianta) Bookique, sede delle edizioni precedenti. In vista delle prossime serate, Alice vorrebbe cercare di organizzare meglio gli spazi per garantire la comodità del pubblico e del personale. Ad ogni modo, l’evento si può considerare un gran successo: è una delle principali occasioni da tenere d’occhio in una città spesso criticata per la forse troppo scarsa vitalità.