Tutti gli articoli di Rebecca Azzolin

Nessuna miniatura

Cammino.

Cammino. Il cielo è contorto, spesso, pesante. Le persone scorrono frenetiche accanto a me, cariche delle loro vite e delle loro storie. Nessuno conosce la storia dell’altro. Forse è un unico fiume che scorre in direzioni differenti. Forse più fiumi confusi che si incrociano: acque

Nessuna miniatura

La mia malattia

Sei la mia luce. la mia malattia. Il sogno che faccio da sveglia, l’incubo peggiore e la salvezza. Sei il buio sei la notte sei il vuoto ad ogni mio respiro. Sei la quiete sei la rabbia sei la tempesta sei tutte le parole che

Pezzi.

Soprattutto, si sentiva piccola piccola: quasi invisibile. Un mondo schizofrenico in cui si deve agire per raggiungere indefiniti obiettivi senza senso, per dimostrare valori inesistenti, per arrivare a chissà quale meta, le rubava l’anima. Qualcuno diceva che per sognare bisogna vivere. H. Hesse allora aveva

Ricordi

E mi ricordo il cielo e le stelle. Il prato buio. Il mio imbarazzo e il tuo, ben mascherato. Un affetto tenero, un amore che nasce timido, e il vento e il sonno, e la mia mano e la tua. Il mio silenzio e il

Flussi: pensieri e immagini

La Fuga, La Furia Mentre non c’eri mi sono guardata attorno, mi sono sentita persa nella solitudine di un mondo che non sa che passava davanti alla mia scatola di vetro dentro la quale mi nascondevo. Graffiavo, sbattevo la testa e con violenza tiravo pugni

Flussi: pensieri e immagini

Il girasole C’era un girasole, nessuno mi aveva mai regalato un girasole prima di quel giorno. Era vivo, così acceso, radicato a suo modo nella terra in cui stava. Non ho potuto portarlo con me. Mentre il girasole era lì, sulla mia terrazza, ho viaggiato

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