«No CPR, né qui né altrove»: sabato 16 maggio il corteo  

Sabato 16 maggio alle ore 15 prenderà il via da Piazza Dante un nuovo corteo contro il progetto di costruzione del Centro di permanenza per il rimpatrio (CPR) previsto nell’area di Maso Visintainer, a Piedicastello. A promuovere la mobilitazione è il Coordinamento Trentino-Alto Adige/Südtirol NO CPR, a cui aderiscono e fanno parte diverse associazioni studentesche universitarie.

Il Coordinamento invita la cittadinanza a partecipare, lanciando un appello contro l’iniziativa sostenuta dalla Giunta provinciale guidata da Maurizio Fugatti, intenzionata ad avviare i lavori di costruzione dello stabile nel corso dell’estate di quest’anno.

I CPR sono strutture di detenzione amministrativa nelle quali persone prive di permesso di soggiorno possono essere trattenute fino a 18 mesi, pur senza aver commesso reati e senza conoscere con certezza i tempi del proprio rilascio.

La manifestazione arriva a cinque mesi dalla mobilitazione del 13 dicembre scorso [1], quando oltre 1.500 persone avevano attraversato le vie della città rispondendo all’appello di più di cinquanta realtà sociali, associative e politiche del territorio.

Il 24 ottobre 2025 il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti hanno firmato l’accordo di collaborazione[2] per l’apertura del CPR di Trento. L’intesa, oltre alla costruzione dello stabile, prevede anche un drastico ridimensionamento del sistema di accoglienza provinciale: i posti disponibili passerebbero infatti da 700 a 350.

La costruzione di tale struttura è prevista nei pressi del quartiere di Piedicastello, su una superficie di circa 2.700 metri quadrati, stretta tra la tangenziale e l’autostrada A22. La capienza sarà di 25 posti complessivi, dei quali circa due terzi riservati a persone migranti rintracciate sul territorio trentino.

Il progetto prevede la demolizione dell’edificio attualmente esistente e la realizzazione di una struttura prefabbricata circondata da una doppia recinzione, con spazi separati per le persone trattenute e le forze dell’ordine, costruita in deroga agli ordinari regolamenti urbanistici. L’area di Maso Visintainer era stata teatro di una tragedia negli anni Novanta: nel 1993 un incendio scoppiato nello stabile in cui vivevano diverse famiglie originarie del Kosovo causò la morte di cinque persone.[3]

L’investimento previsto varia tra 1,5 e 2 milioni di euro e sarà interamente sostenuto dalla Provincia autonoma di Trento, mentre la gestione e la manutenzione della struttura faranno capo al Ministero dell’Interno. Proprio l’impiego di queste risorse pubbliche è uno dei punti al centro della contestazione: secondo il Coordinamento NO CPR i fondi destinati alla realizzazione della struttura detentiva potrebbero essere utilizzati per rafforzare i servizi di accoglienza, l’inclusione sociale, i percorsi abitativi e la tutela dei diritti.

Il CPR è espressione di razzismo di Stato” afferma Francesca Esposito, ricercatrice presso l’Università di Bologna e attivista che collabora con la rivista Controfuoco di Melting Pot. Durante l’incontro informativo di mercoledì 13 maggio “Oltre i confini della  dignità: detenzione e esistenza negata, cosa c’è dietro al sistema dei CPR?”, organizzato da diverse realtà studentesche universitarie presso il Dipartimento di Sociologia, la relatrice ha ribadito come la detenzione amministrativa sia nata “per persone razializzate come straniere, escluse dai confini della cittadinanza e sottoposte a forme arbitrarie di violenza sistemica”.  

Nella stessa sede Chiara Aliberti, attivista dello Sportello Casa per tutt* e impegnata nell’assistenza alle persone migranti escluse dai circuiti di accoglienza, denuncia un sistema che, dentro e fuori dai CPR, priva progressivamente le persone migranti della propria dignità e umanità: dalla negazione dei documenti, che la normativa rende sempre più difficili da ottenere, fino alla privazione di diritti.

A pochi mesi dall’avvio previsto dei lavori, la mobilitazione di sabato punta così a rilanciare il fronte contrario al CPR, riportando al centro del dibattito pubblico il tema delle politiche migratorie e del diritto all’accoglienza.


[1] https://www.meltingpot.org/2025/12/trento-antirazzista-in-piazza-qui-non-si-costruira-un-cpr/

[2] https://www.interno.gov.it/it/notizie/firmato-accordo-ministro-piantedosi-e-presidente-fugatti-realizzazione-cpr-trento

[3] https://www.vitatrentina.it/2026/03/17/cinque-morti-ai-margini-della-citta-nella-notte-tra-il-17-e-il-18-marzo-1993-lincendio-a-maso-visintainer/

Per approfondire il tema della detenzione amministrativa, si lascia qui di seguito il link alla visione del reportage giornalistico “Sulla loro pelle”, realizzato da Marika Ikonomu, Alessandro Leone e Simone Manda; l’inchiesta ha vinto l’undicesima edizione del Premio Morrione 2022.

(TW: immagini e testimonianze forti)

https://m.youtube.com/watch?v=lsMkHziPAow&fbclid=PAb21jcARzFvRleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZA81NjcwNjczNDMzNTI0MjcAAadPcBw8ird7_GILJmm0qSH7libNcucWmeE8kwRvI5H3jtqrpmolmGITa0HGgQ_aem_BB8payru1uTkzJMcBzIVSg